Anche il mondo digitale deve essere sviluppato ed utilizzato nella modalità più sostenibile possibile, entro il 2030 la sostenibilità digitale potrà contribuire a ridurre le emissioni di gas serra fino al 10%[1], per questo è importante conoscerne lo stato dell’arte al giorno d’oggi.

2022, cresce l’inquinamento digitale

Con il periodo post-pandemia la digitalizzazione ha guadagnato sempre più campo, velocizzando i processi aziendali e rendendo molti servizi più accessibili. Questa crescita però ha inevitabilmente causato anche un drastico innalzamento delle emissioni di gas serra dovute alle transazioni digitali, l’invio di mail, l’ingrandimento dei data center e così via, non solo in Italia ma in tutto il mondo.

  • ICT aumenta le emissioni – Al giorno d’oggi il settore Information and Communication Technology (ICT) ricopre il 3,7% delle emissioni totali di gas climalteranti, pareggiando addirittura l’inquinamento dovuto al traffico aereo. Una percentuale spaventosa prevista in aumento fino all’ 8,5% nel 2025[2].
  • Accumulo dei Data Center – Anche per quanto riguarda i data center in Europa le notizie non sono migliorate nel 2022, dato che emettono fino allo 0,6% del totale dei gas serra generati nel continente[3]. Su questo fronte per fortuna c’è chi si sta muovendo, attraverso metodi del calcolo di sostenibilità digitale come l’LCA (Life Cycle Asssessment), in uno studio di ricerca il 33% delle aziende ha dichiarato di adottare questo metodo per efficientare i propri data center, mentre il 36% ne sta valutando l’utilizzo[4].
  • Investimenti Europei nella sostenibilità digitale – Nota importante per la sostenibilità digitale nel 2022 è una ricerca condotta lo scorso giugno dalla Commissione Europea per individuare nuove tecnologie volte all’efficientamento delle prestazioni digitali. Sul sito della Commissione viene infatti dichiarato che “per garantire che le tecnologie digitali verdi abbiano un effetto ambientale complessivamente positivo, la ricerca e l’innovazione devono ottimizzare le loro prestazioni ambientali durante l’intero ciclo di vita. Inoltre, le normative potrebbero sostenere l’adozione di tecnologie più rispettose dell’ambiente”.
  • Action Plan per strategie sostenibili digitali – Durante la conferenza di Stoccolma del 2022, la CODES (Coalition for Digital Environmental Sustainability) ha presentato il suo “Action Plan for a Sustainable Planet in the Digital Age”, stabilendo priorità specifiche per promuovere la sostenibilità digitale attraverso strategie che abbiamo un impatto positivo sugli stakeholder. Tra i diversi punti del piano, viene anche specificata la necessità di garantire una digitalizzazione sostenibile per ridurre le conseguenze negative degli impatti ambientali e sociali, e quindi ridurre il consumo di energia e le relative emissioni di CO2. CODES suggerisce infatti la necessità di implementare standard comuni per garantire che il consumo di energia e la produzione di carbonio delle piattaforme digitali vengano calcolati correttamente, rendendone così l’utilizzo più sostenibile ed eventualmente aggiustabile. Da qui anche la possibilità di sviluppare politiche di incentivazione così che alcuni meccanismi, come gli appalti pubblici, siano in grado di rispettare gli standard globali di sostenibilità[5].

Un Action Plan questo di fondamentale importanza, considerando che prima della sua pubblicazione non esistevano documenti tanto accurati interamente dedicati al miglioramento della sostenibilità digitale.

Cos’è CODES?

La Coalizione per la Sostenibilità Ambientale Digitale, è un’alleanza internazionale creata nel Marzo 2021 in risposta alla pubblicazione della Roadmap per la Cooperazione Digitale delle Nazioni Unite. Lo scopo di CODES è promuovere la sostenibilità digitale intesa come design, sviluppo, implementazione e regolamentazione delle tecnologie digitali per accelerare uno sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile, mitigando rischi e conseguenze[6].

Cosa ci aspetta nel 2023?

Nel 2023 l’utilizzo di strumenti per aumentare la sostenibilità digitale dovranno essere più implementati che mai, anche in previsione di un aumento del 2,1% degli investimenti nel digitale in Italia[7].

  • Tecnologia digitale sostenibile – In un recente rapporto di Gartner, società di ricerca e consulenza, la sostenibilità digitale è stata inclusa fra gli strumenti innovativi di maggior trend nel 2023. In questo studio infatti viene analizzato il forte legame fra sostenibilità aziendale e tecnologia digitale. Secondo David Groombridge, analista vicepresidente di Gartner, fornire tecnologia non sarà sufficiente nel 2023 e ogni investimento tecnologico dovrà essere compensato dal suo impatto ambientale, incrementando la sostenibilità digitale.
    A conferma di questa previsione, Gartner ha analizzato che entro il 2025 il 50% dei Cio (Chief Information Officer) incrementerà metriche di performance legate alla sostenibilità dell’organizzazione IT.
    La tecnologia sostenibile è sempre più importante dal punto di vista operativo, ad esempio per ottimizzare i costi, le prestazioni energetiche e l’utilizzo delle risorse, ma promuove anche risultati ESG come il miglioramento del benessere e la tracciabilità necessaria per garantire pratiche aziendali responsabili“, afferma il Principal Analyst di Gartner, Autumn Stanish. “La tecnologia sostenibile facilita anche nuovi modelli di business e prodotti abilitati alla tecnologia per servire meglio i clienti[8].
  • Green Computing. Il trend della riduzione dell’impronta ecologica aziendale, affiancato alla crisi energetica globale, porterà ad un rialzo degli investimenti sull’adozione del cloud nel 2023. Questo perché, anche se il cloud non è la soluzione definitiva per raggiungere basse emissioni generali, è comunque più ecologico, sicuro ed efficiente dei classici data center. Da questo trend i cloud provider continueranno ad investire in fonti di energia rinnovabile per garantire ai clienti un ridotto impatto ambientale[9].
  • Iniziative e proposte di CODES. All’interno del suddetto Action Plan, CODES propone anche una serie di framework e proposte di pianificazione per il 2023 nel mondo della sostenibilità digitale. Tra questi viene evidenziata anche la necessità di impegnarsi a creare appalti sostenibili ed infrastrutture digitali green. Nel documento si evidenzia infatti la necessità, a partire da questo 2023, di pianificare strutture digitali governative in un’ottica di sostenibilità e ridotti impatti ambientali, sia nel settore pubblico che in quello privato. In questa direzione, nell’anno corrente CODES provvederà a creare un quadro operativo per indicare importanti linee guida all’acquisizione di piattaforme sostenibili[10].

Questo è lo stato dell’arte della sostenibilità digitale, un mondo in cui Karma Metrix continua a proporre la riduzione dell’impatto ambientale dei siti web di ogni azienda che ambisca a promuovere un business più sostenibile.


Internet inquina il doppio del traffico aereo.
Lo sapevi?

Karma Metrix è il 1° percorso di sostenibilità digitale scelto dai grandi brand che misura, compara e migliora l’impatto ambientale di un sito web.

Se anche tu vuoi rendere il tuo sito più eco-sostenibile, compila il form e ti ricontatteremo.

"*" indicates required fields

Consent*
This field is for validation purposes and should be left unchanged.

[1] The European House – Ambrosetti, 2021

[2] Lean ICT, 2019

[3] European Commission, 2020 Best Practice Guidelines for the EU Code of Conduct on Data Centre Energy Efficiency

[4] Agenda Digitale, L’impatto ambientale dei datacenter, 2022

[5] Coalition for Digital Environmental Sustainability (CODES). 2022. Action Plan for a Sustainable Planet in the Digital Age

[6] Mondejar M.E. et al, Digitalization to achieve sustainable development goals: Steps towards a Smart Green Planet, 2021.

[7] Osservatori.net, 2023

[8] HCLTech, 2022

[9] Alludo Blog, What are the biggest trends coming in 2023?

[10] Coalition for Digital Environmental Sustainability (CODES). 2022. Action Plan for a Sustainable Planet in the Digital Age